Nuove Mat Mas

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In prova le nuove Mat Mas in fibra: l’eccellenza per l’hockey.

completa

 

 

Fino a un paio di anni fa la fibra, fosse vetro o carbonio, era vietata e gli hockeysti dovevano districarsi tra le pesantissime e superpotenti Avanti 4 e le più morbide e corte Ala o Stratos.
L’enorme potenza delle Avanti 4 si adattava bene agli alti giocatori olandesi o francesi e sicuramente era il meglio per un gioco di forza più che di agilità e movimento. Molti australiani e neozelandesi usavano le Ala, molti francesi e Olandesi le Avanti 4. Con la difficile reperibilità sul mercato come ulteriore fattore nella scelta.
Il difetto delle Avanti 4, oltre ad una certa mancanza di agilità nei rapidi e netti cambiamenti di posizione e di nuoto, era il loro peso. Magari ininfluente in un torneo secco, ma certo sensibile in una competizione di più giorni. Insomma, anche i più allenati dopo 4-5 giorni di partite intense cominciavano

taglio

 a sentire un certo affaticamento.
Poi il colpo di scena: se contornate da uno strato di gomma e ricoperte da una pellicola che contenga la fuoriuscita di schegge nel caso di rottura, anche le pinne in fibra vengo

no ammesse dal regolamento.
Be’, qui il discorso pinne si chiude. Non esiste gomma o materiale plastico che possa vantare la leggerezza e il ritorno elastico della fibra di vetro, per non parlare del carbonio. Nel nuoto pinnato da molti anni i materiali sosno stati divisi in 2 categorie diverse (attenzione, fibra e gomma non mono e doppie pinne, chè se qualcuno usasse delle pinne in carbonio gareggerebbe assieme ai mono). Proprio perché la differenza è talmente netta da non rendere neppure ipotizzabile la competizione.
Posto che il materiale non si discute l’interesse si sposta su forma, resistenza, comodità, tipologia costruttiva (disposizione degli strati di fibra). In tal senso accogliamo co

n interesse l’ingresso della Mat Mas nelle proposte per l’hockey. La Mat Mas è da anni una delle case privilegiate per i materiali dei pinnatisti, semmai colpita anche lei dalla competizione economica proveniente dall’oriente, non certo dalla la qualità dei prodotti.
Ora Mat Mas sta lavorando a due prototipi, già provati durante l’ultimo campionato italiano e disponibili per prove ai campionati europei di Oporto 2010.

Sono pinne corte e abbastanza larghe, leggere, con il taglio della pala racchiusa dalla scarpetta e da uno strato protettivo in gomma per attutire i colpi con

tro gli avversari.

scarpetta

Le abbiamo provate e le impressioni sono ottime. La velocità massima sviluppata, l’accelerazione già in movimento, la leggerezza sono i primi tre elementi che colpiscono l’utilizzatore. Sembra che non conoscano il “fuori giri” ovvero aumentando la frequenza di pinneggiata la velocità continua ad aumentare con una progressione fluida e, all’inizio, aggiungerei anche sorprendente per chi è abituato alla gomma. Il tutto senza il richiamo di potenza necessario a lanciare le Avanti 4. Certo la tipologia di pinneggiata è differente rispetto ai modelli gommati che

 oggi vanno per la maggiore. In particolare non si ha effetto cucchiaio, ovvero la pinna in fibra non si curva longitudinalmente, richiedendo per tanto una pinn

eggiata precisa per limitare l’uscita laterale dell’acqua. Anche i piccoli longheroni laterali gommati servono più che altro ad attutire gli impatti contro gli avversari che a contenere l’acqua. Insomm

a, bisogna pinneggiare bene. Ma se ci si arriva allora si apprezza appieno anche la spinta nella fase ascensionale arrivando ad una pinneggiata “rotonda” (per usare un termine noto ai ciclisti) piuttosto che una spinta a stantuffo in cui il ritorno della pinna verso l’alto con il ribaltamento del cucchiaio è una fase meno propulsiva della spinta in basso.
Anche la potenza trasmessa al braccio durante un contrasto è immediata e particolarmente elevata, aumentando così la forza dell’hockeista. 

Uno degli aspetti che più ci ha sorpreso è la cura della scarpetta. Tradizionalmente i pinnati

sti si immolano a veri e propri stivaletti malesi la cui calzata avviene solo insaponando il piede e imparando a resistere a dolori e rallenatamento della circolazione. Chi è abituato alle sempre più comode scarpette delle pinne commerciali, fatica ad abituarsi al lacciolo elastico e a scarpette di gomma solitamente piuttosto dura. La scarpetta Mat Mas ha invece una gomma  sorprendetemente morbida e una calzata avvolgente con il piede che si inserisce in profondità, tanto da restituire una sensazione vicina a quella delle scarpette chiuse. Certo non è paragonabile alla comodità delle Mares Superchannel, ma il passo in avanti è davvero notevole e rende la scelta del lacciolo preferibile alla scarpetta chiusa (in questo tipo di pinne si può scegliere quale scarpetta montare) con ulteriore risparmio nel peso complessivo della pinna.

Restano i dubbi non tanto sulla durata (prototipi simili sono in uso costante già da oltre un anno senza alcuna rottura registrata), quanto sull’impatto contro i compagni/avversari. Ma bisonga dire che già nelle ultime due competizioni per nazionali le pinne in fibra sono state utilizzate da molti giocatori e non si riportano incidenti particolari.

puntaIl prezzo, ancora non comunicato, sarà superiore a quello delle pinne in gomma, un po’ come le bici in carbonio hanno prezzo diverso dall’alluminio o acciaio. Ma stiamo parlando di oggetti non costosi come biciclette o canne da pesca. Potremmo ipotizzare cifre attorno ai 130 euro per la fibra di vetro e 40-50euro in più per il carbonio (valutando da prodotti simili già in catalogo per laMat Mas)

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