Pinnato: Trasimeno 2013

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La mano di Poseidon

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Sospinti dai cavalloni di un Trasimeno improvvisamente agitato i neo campioni d’Italia dell’Hockey raccolgono il quarto posto nella prima prova di coppa Italia di pinnato.

Facciamo una pausa ai commenti sugli italiani di Hockey. Una parentesi sulla gara di pinnato di domenica 23 luglio

Risultati Ufficiali

AV campione di Italia di Hockey subacqueo. AV vince a Brescia. AV è premiata alle sette di sera. Non c’e’ tempo per festeggiare.squadra I festeggiamenti dei campioni terminano in autogrill. Una birra. Via in macchina. 500 km aspettano 7 reduci. Il Lago Trasimeno aspetta i 7 reduci. Ci sono 12 ore per recuperare, viaggiare. E poi è gara di nuoto.

Stagione 2013. Coppa Italia di fondo. Solo 3 gare. Secche. Contano tutte. Stessa formula del campionato di hockey. Somma dei punteggi. Nessuno scarto. Insomma la festa scudetto va rimandata al dopo pinnato.

Si parte all’alba. Tutti puntuali. Mai successo. Forse scorre ancora adrenalina bresciana. 4 donne: Wonderstefy, Superdaga, Laura d’Altavilla (ultima discendente del Guiscardo), Sughero-Elisa, Marco (The Shoulder), Ale Flash e il sempiterno. Squadrone. Motivatissimo. Il sole sparisce per qualche ora, il viaggio scorre fresco. Gli Dei sono già con noi.

A San Feliciano il Trasimeno si muove. Gli organizzatori sono nervosi. Cambia il tempo. Zefiro è nervoso. La gara è anticipata. La gara è condensata. Tutti assieme. Si caricano le scialuppe. Portano i nauf.. cioè i nuotatori 4 km più lontano. In gran fretta. I nuotatori non vengono neppure sbarcati. I nuotatori sono scaricati a mare. Ognuno si scalda come può (l’acqua è fresca, nulla che ricordi i bollori estivi).

Un’isola in mezzo al lago. Polvese. Ci dicono di raggiungerla. Ci dicono che in direzione di un campanile troveremo una boa. Ci dicono di girare a sinistra. Poi…. Seconda sella a desta questo è il cammino. E poi dritto fino al mattino. No, non è Barrè.  E’ il roadbook. Il Trasimeno Trophy.

Non c’e’ tempo per stupirsi. A mala pena per  salutarsi. Si formano alcuni gruppi. Il vento li spezza. Le onde li frantumano. Mezzo chilometro, i nuotatori uniformemente dispersi per il lago. Legge dell’entropia. Confermata.

Mi aggrappo all’Elisa. Braccia troppo  giovani per fendere i flutti. Braccia troppo corte per abbracciare l’onda. Sughero Elisa è sbattuta di qua e di là. Sughero Elisa alla deriva. Sughero Elisa morde il boccaglio. Sbatte le pinnine.femminile

 

The Shoulder abbastanza vicino. L’Altavilla e Super Daga resistono in coppia qualche centinaio di metri più avanti. Wonderstefy vuole raggiungere Ale Flash. Lui, il Flash all’esordio, vola dietro i primi.

Zefiro è sempre più arrabbiato. Il fondo delle onde inghiotte boe e nuotatori. Nessun riferimento. La tensione sale con l’ampiezza delle onde. La stanchezza comincia a farsi sentire. Poi, improvviso, a ridosso di Polvese una forza oscura comincia a sospingere i naufraghi. Non si sa bene verso dove. All’incirca lungo la  via del ritorno. Bisogna farlo bastare. Gli atleti riprendono animo. Si vola sulle onde. Sempre più veloci. La mano oscura  spinge SugheroElisa che riprende quota.

Gruppi di dispersi tornano ad unirsi. Sguardi dubbiosi si incrociano. Silenti accordi vengono stesi. Si cerca di intuire chi possiede senso della posizione. Un’idea, almeno vaga, di dove andare. Di selle a destra ce ne sono parecchie. Ne puntiamo una. Grosso modo. E grosso modo ci avviciniamo al rientro. La chiave è l’oscura spinta che continua a sostenerci.

Su un’onda più alta delle altre scorgiamo la seconda boa. Un’ultima spinta della mano di Poseidon e la viriamo. Le case di San Feliciano ormai in vista. Quale scegliere non è chiaro. Almeno si punta la terra ferma. Poche centianaia di metri. Il pontile. L’ombrellone verde dei giudici. Lo sprint finale. Il GPS segna  4,6 chilometri. L’espressione dei nuotmaschileatori qualcosa in più.

AV si ricompone. Il lago, incomprensibilmente, anche. Piatto come un lago. Mah. Daga si riprende, dopo le dovute imprecazioni contro percorso e chi l’ha convinta a venire; o forse proprio grazie alle imprecazioni. La soddisfazione di averla sfangata prevale. La consapevolezza di avere nuotato quasi 5 chilometri tra i marosi infonde nuova energia. Sufficiente per abbracci, foto di rito e per trascinarsi al ristorante di fronte.

La squadra coglie un insperato quarto posto complessivo. Missione compiuta. La prossima in Liguria? Be’, ne parliamo tra qualche festa

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